Viene qui introdotto il tema della resistenza meccanica da un
punto di vista generale.
Per visualizzare i valori specifici a seconda del tipo di lega,
tempra, spessore o altri parametri, cliccate sui singoli argomenti.
Le caratteristiche di resistenza di ogni
lega sono comunque riportate nelle relative schede tecniche.
Carico di snervamento
Quando un materiale è sollecitato sotto un carico minore
del suo carico di snervamento, si deforma in misura proporzionale
al carico, e ritorna alla sua forma originale quando il carico
è rimosso. Se caricato oltre il suo carico di snervamento,
allora il materiale si deforma in proporzione maggiore rispetto
al carico, e non torna più alla sua forma iniziale
quando il carico è rimosso.
Al contrario dell'acciaio, lo scostamento
dalla proporzionalità nelle leghe di alluminio non
è netto e improvviso. La definizione standard, quindi,
precisa che il carico di snervamento convenzionale è
definito come la sollecitazione che provoca, nella curva sforzo/deformazione,
uno scostamento dalla proporzionalità dello 0,2% della
lunghezza iniziale. Questo è chiamato carico di prova
dello 0,2%, abbreviato in Rp0,2.
Carico di rottura
Il carico di rottura Rm di un materiale è il carico
massimo che esso può sopportare senza rompersi. Pezzi
di materiali duttili, testati con prove di trazione, di solito
sviluppano una strizione localizzata e il carico diminuisce
prima che essi si rompano.
Gli standard definiscono chiaramente i metodi
per misurare le tensioni interne.
Proprietà elastiche
A 70.000 MPa il coefficiente di elasticità dell'alluminio
è un terzo di quello dell'acciaio. La sua deformazione
elastica sotto un carico dato è perciò maggiore
che nell'acciaio.
Se un componente in alluminio ne sostituisce
uno d'acciaio delle stesse dimensioni e forza, la sua deformazione
elastica sarà tre volte maggiore di quella dell'acciaio.
Questa rigidità relativamente bassa è spesso
un vantaggio: in caso di sollecitazione d'urto, l'alluminio
può assorbire più energia in maniera elastica,
senza danni permanenti.
Per ottenere la stessa rigidità dell'acciaio
è necessario adattare le dimensioni del componente
per l'alluminio. Comunque è solito un aumento di peso
del 50% per ottenere la stessa rigidità nell'alluminio.
Il coefficiente di torsione dell'alluminio
è 26.000 MPa e il suo coefficiente di Poisson è
0,33. Come il coefficiente di elasticità queste cifre
variano poco tra le comuni leghe di alluminio trattate.
Allungamento
L'allungamento di un pezzo rotto testato con prove di elasticità
è una misura convenzionale della duttilità.
Comunque non è un criterio sufficiente per giudicare
la predisposizione del materiale per le varie operazioni di
forming. Esistono diversi altri test per il forming di lamine
di metallo, ad esempio.
L'allungamento è l'aumento di lunghezza
quando le metà del pezzo rotto testato vengono ricomposte,
espresso come percentuale di una lunghezza base definita dal
tratto utile. Ci sono due fasi di allungamento: in primo luogo
l'allungamento uniforme, mentre il carico aumenta; e in secondo
luogo l'allungamento con strizione mentre il carico diminuisce.
L'allungamento totale dopo la rottura è la somma delle
due componenti. Dato che la componente con strizione è
localizzata, appare come una diversa percentuale secondo la
lunghezza base scelta. La lunghezza base scelta deve quindi
essere sempre specificata. (A5, A50, A80 ecc.)
I valori di allungamento per le leghe in
alluminio possono variare da meno del 3% per materiale con
incrudimento, fino a più del 35% per un materiale ricotto.
Leghe trattate con invecchiamento (tempra T6) hanno solitamente
un allungamento dell'8% circa alla rottura.
Sollecitazione di compressione
Non è facile misurare la resistenza
alla pura compressione di un materiale duttile come l'alluminio.
La deformazione spesso limita il carico che una struttura
può sopportare; la pura deformazione per compressione
è rara in pratica.
Per la maggior parte delle applicazioni strutturali
la resistenza è considerata la stessa sia nella compressione
che nella tensione. Prodotti fusi e forgiati hanno resistenza
alla trazione più bassa della resistenza alla compressione.
L'operazione di allungamento che è comune per lamine
da spianare ed estrusioni tende a far aumentare leggermente
il carico di trazione e a far diminuire il carico di compressione
nella direzione dell'allungamento.
Fatica
Vibrazioni ripetute o cicli di carico possono portare alla
rottura di uno strumento a causa dello sforzo, anche se il
livello di sollecitazioni è molto minore del carico
di resistenza del materiale. Cricche da fatica si formano
più rapidamente a più alti livelli di carico
e a più grandi oscillazioni nel carico. La sollecitazione
di trazione è più dannosa di quella di compressione.
A differenza dell'acciaio le leghe in alluminio
non mostrano un carico di fatica limite al di sotto del quale
non viene evidenziata la fatica. Il progettista di componenti
sollecitate dinamicamente deve perciò mantenere i carichi
al di sotto del limite di fatica per il numero di cicli, per
l'intera durata di vita prevista per il componente.
Il comportamento di un componente o di una
struttura a fatica dipende grandemente dalla sua forma, dalle
sue dimensioni e dalla sua finitura superficiale. Il progettista
deve tenere conto di tutti questi fattori dall'inizio. Zone
di concentrazione di sforzi si troveranno a seconda della
forma e del carico sul componente. I meccanismi di generazione
di cricche dipendono dalla finitura e dal trattamento superficiali.
Tenacità e resistenza alla propagazione
di cricche che portano alla rottura
La tenacità è l'abilità
di resistere a rotture per fragilità. Esperimenti sulla
durezza solitamente comprendono la misurazione dell'energia
assorbita quando un campione si rompe.
Una tendenza corrente nella progettazione
è dimensionare i componenti e le strutture in modo
che queste possano resistere ad un probabile danneggiamento.
Comunque, con una buona conoscenza delle leggi che governano
la generazione di una cricca e la sua crescita, i componenti
possono essere progettati per tollerare piccole cricche. In
questo caso, con il componente operante a un dato carico,
le cricche non si propagheranno in modo catastrofico prima
che ci sia la possibilità di diagnosticare e riparare
il danno.
In pratica, il progettista suppone che il
componente contenga già delle cricche. Queste potrebbero
essere derivate da difetti nel materiale di partenza, o potrebbero
essersi presentate durante la fabbricazione o in servizio.
Supponendo che ci siano cricche così
piccole da essere difficilmente individuabili, queste potrebbero
ovviamente crescere in servizio, e raggiungere infine una
dimensione che potrebbe causare un'improvvisa rottura. Comunque,
ci sono delle regole di progettazione chiare per scegliere
la geometria del componente, il materiale e il massimo carico
di progetto in modo da limitare il grado di crescita della
cricca. Metodi classici per l'effettuazione di test non distruttivi
possono dunque individuare le cricche ben prima che raggiungano
la dimensione critica.
Per determinare la tenacità di un
materiale, o più precisamente, le sue caratteristiche
di crescita delle cricche, è necessario un gran numero
di test. La teoria della meccanica di frattura è piuttosto
complessa e utilizza un fattore K (fattore di intaglio a fatica)
ben noto ai progettisti, che relaziona il carico ad una lunghezza
di cricca critica. Quando egli conosce il valore critico di
K (Kc), il progettista può prevenire la propagazione
della cricca in un componente o in una struttura.
Leghe di alluminio ad alta resistenza sono
note per avere minor tenacità dell'acciaio di simile
resistenza. In generale, la tenacità di un materiale
diminuisce come la sua resistenza aumenta. L'effettiva tenacità
di un componente dipende anche dal suo spessore. Questa è
una considerazione particolarmente importante nella costruzione
che utilizza lamine spesse. Con uno spessore che aumenta,
la tenacità diminuisce a un certo valore minimo, che
poi resta costante (situazione di sforzo piano). Ci sono metodi
di verifica standard per misurare direttamente il fattore
di intensificazione degli sforzi critico (KIc), nello sforzo
piano ASTM E399 e ASTM B645.
Com'è già stato accennato,
la tenacità tende a diminuire con l'aumentare della
resistenza. Leghe di alluminio della serie 7000 sviluppano
la loro massima resistenza nella condizione T6, che quindi
ha una tenacità relativamente bassa. Tempre con invecchiamento,
come T73, offrono al progettista una miglior tenacità,
se egli può accettare la loro minor resistenza.
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